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FAR BEYOND MUSIC WEB MAGAZINE |
MUGWART
"Discography"
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Quando
la malattia mentale pensi abbia un limite ecco che subito devi
correggerti…soprattutto quando ascolti un gruppo della Virginia : i Mugwart. Il
loro nome deriva dal mugwort una pianta utilizzata per lenire i dolori
soprattutto quelli mestruali...il fatto però è che con loro questo significato
si perde visto che, grazie al loro sound, malditesta e
mestruazioni ti arrivano all’istante, maschi o femmine non fa
differenza. Dopo
le tantissime partecipazioni a compilation, split e realizzazione di demos
questi ragazzi hanno finalmente esordito con “discography” un disco sludge
intenso come pochi. L’odio
e l’insofferenza per questo mondo di merda sono insieme all’alcohol le
tematiche trattate dalla band che supportano le parole dell’insano cantante
con una serie di riffs sludge-doom davvero velenosi. Chi
segue e conosce gli Eyehategod (e Iron Monkey) potrà essere sicuramente
d’accordo col sottoscritto che i mugwart sono i degni eredi del gruppo
louisiano che ha segnato (insieme ai Crowbar) la storia dello sludge-doom. Sono
trecidi i marcissimi pezzi di discography
tutti rigorosamente caratterizzati da sporche, sporchissime chitarre come la
vecchia scuola insegna e una voce che lo stesso cantante commenta così “[...]I'm not Danzig with a voice of gold so
you get the voice of pure shit.” Questa
voice of pure shit rasenta lo scream
black metal e non è mai predominante rispetto alle chitarre anzi dà la
costante sensazione che provenga da lontano. I
riff sono di ispirazione sabbathiana (e non poteva essere altrimenti)
richiamando oscurità e disagio
interiore che trova sfogo appunto nello strupro delle corde vocali del singer.
Chitarre dalle strabasse tonalità costruiscono un
viscoso muro di suono che ti assale e ti ricopre interamente con tutta le
sua pesantezza. Tra
slugde e doom comunque si fanno spazio parti di chiara ispirazione southern
blues o forse è meglio dire che costituiscono la base sulla quale viene
cementato l’album. Una
caratteristica inoltre distingue i Mugwart da altre band estreme del genere, è
la spiccata attitudine a rendere
“catchy” i pezzi che risultano così un po più ‘orecchiabili’ e un
po più digeribili. Ne sono un esempio le mie due songs preferite : fallen
e the prostitute. |
Recensito da : Zose
Track List : 1.The Prostitute 2.Before You 3.Fallen 4.Amen 5.Hellbound 6.Deathwish 7.Razor 8.Extreme Depression and Fatigue 9.40/90 10.Gutter Drone 11.Pepper Eyewash Cleanse 12.M-camp 13.Nothing