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FAR BEYOND MUSIC WEB MAGAZINE |
KING DIAMOND
"The Puppet Master"
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Ancora una volta King Diamond esce fuori con album stupendo, ma sono sicuro passerà inosservato come il resto della sua produzione, sottovalutata da più metallari, che preferiscono sbavare dietro bands come Stratovarius, Gamma Ray, Hammerfall e cagate varie. The Puppet Master è un opera oscura, malata, un capolavoro di heavy metal suonato eccellentemente, mai banale e scontato, cosa difficilissima visto il genere. Si parte con l’intro Midnight in cui la voce blasfema di King ci introduce nel suo spettacolo, Let The Show Begin…. The Puppet Master è l’inizio di una storia sinistra, un ottima power heavy song sorretta da un sezione ritmica pesante ed intelligente dove il buon King Diamond ci mostra che la sua voce ha mille risorse, tracciando melodie inarrivabili. Magic parte con riffs di chitarra alla Judas Priest, attimi di teatralità si contrappongono a parti di chitarra heavy, con assoli impressionanti; il ritornello è semplicemente magico!. Emerencia è inquietante, parte delle melodie musicali malefiche eseguite dalla band, per poi sviluppare la strofa su ritmi cadenzati e ritornelli con voci femminili figli del male più nero. Le tastiere iniziali di Blue Eyes ricordano quelle di certe colonne sonore dei film horror di Dario Argento, The Ritual ha addirittura dei riff tipicamente thrash, song potente ma anche raffinata grazie alle linee vocali del sommo K. Diamond. No More Me incute paura in tutta la sua durata, ancora una volta si riveleranno importanti le tastiere, in questo lavoro più in evidenza dei vecchi album. Blood To Walk ha una struttura meravigliosa, ottimo il lavoro del drummer con la doppia cassa che insieme alla sezione ritmica crea un muro sonoro non indifferente, questa song si muove su sentieri thrash e power; il risultato è una sorta di progressive metal niente male. Darkness lascia senza parole, chi se non King Diamond poteva rappresentare l’oscurità cosi bene in musica? Chiude il lavoro So Sad dove delle tastiere lugubri , che ricordano quelle dello splendido The Graveyard, ci portano nella tristezza più malata. Non perdetevi questa opera nera, nessuno riuscirà mai ad essere poetico, blasfemo e grande nel mondo metal come King Diamond. |
Recensito da : Drunker