FAR BEYOND MUSIC WEB MAGAZINE

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L'INCANTEVOLE CREAMY'S COVER BAND

 

1. Ciao ragazzi, fate una breve biografia della band. 

“L’Incantevole Creamy’s Cover Band” è il nome di un progetto musicale che abbiamo avviato nel 1996, quando eravamo poco più che infanti. Semplicemente, avevamo voglia di suonare assieme e di comporre dei brani che si rifacessero alle nostre principali influenze musicali. Siccome da cosa nasce cosa, ci siamo ritrovati ad incidere nel 2000 il nostro primo album autoprodotto, titolato “Lady Rain”. Dopo un periodo di inattività siamo nuovamente tornati al lavoro, con più entusiasmo di prima. Abbiamo completato l’organico della band (su “Lady Rain” avevamo suonato in due tutti gli strumenti) ed abbiamo inciso il nostro nuovo disco “In Middle-Earth”, che stiamo promovendo in questo periodo.

2. Come mai avete deciso di chiamarvi L’ incantevole Creamy’s cover band?

Premesso che “L’incantevole Creamy” è da sempre uno dei nostri cartoni preferiti (a parte “Holly e Benji” e “Doraemon”!), l’origine del nostro aberrante nome ha un aneddoto alle spalle. Prima ancora di teorizzare “Lady Rain”, album di cui sopra, la band era partita come gruppo demenziale. Era il carnevale del 1996, e la nostra idea era quella di mettere in scena, in occasione della festa del nostro liceo, le canzoni dell’intramontabile Creamy, con tanto di costumi di scena e con Posi e Nega. In seguito a questa esperienza, quando ci siamo messi a lavorare insieme seriamente, abbiamo deciso di mantenere il nome originario, sia perché ci è sempre parso molto suggestivo, sia perché ha vagamente il sapore di uno di quei gruppi progressive che gironzolavano per l'Italia negli anni ’70 (come  “Raccomandata Con Ricevuta Di Ritorno”, “Premiata Forneria Marconi”, “Appalto Circonvallazione Est” o “Banco Del Mutuo Soccorso”, giusto per intenderci).

3. Quali sono le vostre influenze? 

Andrea : Il mio principale punto di riferimento sono i Beatles, seguiti a breve distanza dai Pink Floyd. David Gilmour è la mia maggiore guida dal punto di vista chitarristico. Fra gli altri gruppi che amo maggiormente svettano i Beach Boys (Brian Wilson era davvero un geniaccio), gli Alan Parsons Project e tutto il filone del progressive degli anni ’70, con particolare riferimento al panorama italiano.

Carlo : Nel gruppo sono io quello che ha, più degli altri, il cuore di metallo. Adoro l’Heavy Metal inglese degli anni ’80 (Iron Maiden e Judas Priest su tutti), amo l’Hard Rock degli anni ’70 (Deep Purple, Rainbow, Led Zeppelin e Black Sabbath), il tutto passando anche attraverso generi meno duri e più sperimentali (Pink Floyd, Genesis, King Crimson). Non disdegno neanche le produzioni Metal di più recente fattura (Blind Guardian e Savatage su tutti).

4. L’ opera di Tolkien rappresenta il 100% del cd?

“In Middle-Earth” è un concept basato sul primo romanzo de “Il Signore Degli Anelli”. Ogni canzone fa riferimento ad una particolare vicenda del libro, e la scaletta dei brani riflette la cronologia degli eventi. Si va dallo spensierato canto degli Hobbit che lasciano la loro terra  fino alla morte di Boromir (che, pur essendo un evento appartenente al secondo romanzo, è la logica conclusione della prima parte della trama). Nella maggior parte dei casi abbiamo scritto i testi delle canzoni rivivendo le singole vicende in maniera introspettiva. Quindi, aldilà della storia narrata, i testi sono anche molto personali. La trama de “Il Signore Degli Anelli” è un espediente che abbiamo sfruttato per proiettare le nostre sensazioni nel mondo fantasioso che è proprio della nostra musica sin dagli albori.

5. In quanto tempo avete registrato In Middle Earth?

La registrazione di “In Middle-Earth” è passata attraverso due stesure. Durante la prima fase, coperta esclusivamente da noi due, sono stati composti i brani e sono stati registrati alcuni provini iniziali (una sorta di demo del disco). La seconda stesura, quella definitiva, ha coinvolto anche gli altri componenti della band. Durante quest'ultima fase sono stati messi a punto gli arrangiamenti, e le parti finali sono state incise per il disco. Tutto questo processo lavorativo, dalla prima stesura al missaggio finale, ha abbracciato un periodo di circa un anno. Le registrazioni vere e proprie, comunque, si sono svolte in pochi mesi. In fondo abbiamo tempi di lavorazione piuttosto lunghi, giacché non ci dedichiamo a questo lavoro a tempo pieno, ma cerchiamo di conciliarlo con gli studi ed il lavoro.

6. Siete dei grandi fans dei Beatles, pensate che siano il miglior gruppo di questo secolo?

Alessandro: Sì. Penso sia inutile stare ad aggiungere qualcosa su un discorso che è vecchio come il cucù. Per alcuni lo sono e per altri no... Di musica ne ho ascoltata tanta, e alla fine torno sempre ad i Beatles come punto di riferimento primo. Non credo che in giro ci sia niente di più grande dell’accoppiata “Revolver” – “Sgt. Pepper’s”.

Carlo : No. Benché ritenga che i Beatles abbiano inciso alcuni tra i migliori dischi di sempre, ci sono diverse altre band che reputo di gran lunga superiori e dalla carriera nettamente più immacolata ed interessante. A tal proposito preferisco inginocchiarmi al cospetto dei Led Zeppelin e dei Pink Floyd. Non voglio affatto sminuire il ruolo storico giocato dai Beatles, di cui sono ben cosciente, intendo semplicemente dire che non sono al numero uno tra le mie preferenze, anche se sono certamente tra le mie influenze.

7. Come vanno le cose per quanto riguarda i concerti?

Bene, grazie! :-) ,Stiamo attualmente allestendo il nostro spettacolo, con l’intento di riproporre interamente l’album dal vivo, insieme con alcune gustose cover dei gruppi che amiamo di più. Cominceremo la nostra attività live di supporto al disco tra pochi mesi, non appena avremo esaurito alcuni impegni personali.

 

8. Cosa pensate delle fanzines o webzine come questa?

Riteniamo che le iniziative del genere siano un importante supporto per le band emergenti, pertanto godono di tutta la nostra più profonda stima. Inoltre dimostrano come Internet sia un potente ed efficace mezzo di comunicazione assolutamente libero e non soggiogato a regole restrittive. Ben venga ogni webzine!

9. Pensate che il progressive stia morendo?

Dipende da cosa si intende con la parola “progressive”. Se parliamo delle atmosfere tipiche delle scene degli anni ’70, quando il movimento è esploso, è evidente che certi tipi di sonorità sono strettamente legati alla loro epoca e che non possono rivivere oggi i fasti del passato. Attualmente c’è in giro un nuovo tipo di progressive, più incentrato su sonorità vicine al metal ed incarnato da gruppi come i Dream Theater. Non amiamo molto questo nuovo tipo di musica progressiva, che ha perso la forza di coinvolgere emotivamente con la stessa intensità di quella degli anni ‘70. Quello che, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare è ripescare dal passato apportando alcune modernizzazioni frutto delle nostre influenze più recenti. Ad ogni modo non ci arrovelliamo troppo il cervello in fase compositiva per raggiungere scopi sonori prefissati. Questi sono discorsi che vengono dopo. Suoniamo quello che ci viene fuori e alla fine ciò che suoniamo è proprio un misto di vecchio e nuovo.

10. Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Al momento, per ammazzare la noia, stiamo registrando una manciata di brani in lingua italiana, ma ad ogni modo inizieremo a breve ad occuparci del vero e proprio successore di “In Middle-Earth”, tornando alla lingua inglese. Abbiamo già raccolto parecchie idee e, singolarmente, abbiamo scritto numerose canzoni. Non possiamo parlare con assoluta certezza di quello che sarà il risultato finale, ma per il momento abbiamo intenzione di proiettarci nel mondo di Alice per realizzare un nuovo concept il cui filo portante sarà la forza dell’immaginazione ed il sul suo dileguarsi nel tempo. A livello musicale, proseguiremo il discorso intrapreso con “In Middle-Earth”, viaggiando più o meno sulle stesse coordinate ma evolvendo ulteriormente il nostro sound.

11. Siamo alla fine, chiudete come volete.

Un grosso ciao a tutti i lettori di “Far Beyond Music”... Siamo Alessandro e Carlo de “Radio Pajata Fresca”. Prima di lasciarvi alla prossima intervista vi ricordiamo la rubrica “Cinque minuti con Richard Benson”: tutto sui “Guitar Tricks” e su “la scala che parte da LA per finire non si sa dove”. Risulta più bestiale il “Carillon Infernale” o il “Tapping del demonio”? A questa e ad altre domande troveremo risposta più tardi. A dopo YEAH!

UP THE INCANTEVOLES… SEE YOU ON TOUR (…a chi l’abbiamo fregata questa???)

Intervista di :Drunker

farbeyondmusic@virgilio.it